Women’s Power – Dal Soffitto di Cristallo alla Rivoluzione Rosa

Le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà. Per fortuna non è difficile”, diceva la femminista Charlotte Whitton.

Da più di trent’anni lo chiamano glass ceiling, soffitto di cristallo, per intendere l’ostacolo invisibile ma insuperato alla realizzazione della parità di genere e alla piena affermazione delle donne nei ruoli professionali e di potere.

La questione femminile avanza a fasi alterne nell’agenda globale, certamente trainata da figure e movimenti di particolare spicco, ma non sempre, non ancora, metabolizzata nella quotidianità e men che meno nelle scelte politiche e culturali di molti paesi.

Di certo tocca spesso alle donne animare una certa cultura dell’opposizione, come sta accadendo oggi negli States, dove l’assalto all’establishment e la lotta al potere populista sembra affidato in gran parte a volti e storie femminili.

Ma se, come diceva qualcuno, in God we trust. All others must bring data, ecco qui qualche numero.

Sul tema della Womeneconomics numerose ricerche hanno infatti calcolato che la parità di genere, ed in particolare l’impiego di lavoro qualificato femminile, può determinare un incremento del PIL che va dal 13% al 22% nei paesi più lontani dall’uguaglianza di genere (tra i quali si trova l’Italia, BTW). “Un’ovvietà economica”, la definì Christine Lagarde.

Ma c’è anche un aspetto qualitativo: le donne introducono nuovi talenti. Una ricerca europea di qualche anno fa, Women in science and technology – the business perspective, testimoniava infatti come la sotto-rappresentazione delle donne costasse alle imprese in termini di performance e profitti – fino a 9 miliardi l’anno per il settore ICT europeo – a partire dalla verifica del fatto che sono proprio i team di lavoro misti ad essere più produttivi. E che le imprese che investono di più nelle donne sono quelle che hanno più successo, grazie alla loro maggiore capacità di produrre innovazione.

Ne sono certamente una conferma le 15 donne più influenti nel digitale in Italia, riunite nella classifica appena stilata da Digiconomics. Startuppers, giornaliste o astronaute che siano (tra loro ci sono nomi noti come Samantha Cristoforetti e Milena Gabanelli), quel che è certo è che hanno saputo affermare con forza la loro influenza in settori, come appunto quello dell’innovazione, occupati a maggioranza da uomini.

 

Se poi vogliamo alzare un po’ il tiro, la top list di riferimento è quella tracciata ogni anno da Forbes, dove le ragazze alla ricerca di esempi da seguire troveranno la classifica delle donne più potenti del mondo. Si attendono (altre) sorprese per l’aggiornamento 2018.

 

Cento volti femminili simbolo del pink power non sono ancora abbastanza per pensare che il soffitto di cristallo sia infranto? Probabilmente è così.

Ragione per cui vale la pena di continuare a discuterne. Vicino a noi, una possibilità arriva proprio questa settimana alla Triennale di Milano, con la quinta edizione de Il Tempo delle Donne. Dal 7 al 9 settembre, un calendario fitto di appuntamenti e dibattiti a cura del blog La 27esima Ora del Corriere della Sera. Per chi è in zona, una buona occasione.

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