Irresistibile Halloween! La festa più commerciale del Globo.

Negozi pieni di costumi e ammennicoli a tema spettrale, corsie dei supermercati inondate di dolcetti a forma di zucca e fantasmini, sagome di pipistrelli in serie sulle vetrine. È Halloween! A riconoscere l’atmosfera ci si mette un secondo, ma quanti di voi sanno da dove viene la festa più commerciale del Globo?

Si tratta di una ricorrenza antichissima di probabile origine celtica, parente lontana della nostra commemorazione dei Defunti, che si è fatta strada tra diverse tradizioni culturali e religiose per consolidarsi nel XX secolo negli Stati Uniti come la più redditizia delle feste dopo il Natale. Dubbi? Vi basti pensare che negli States solo per i travestimenti (che non sono che una minima parte della galassia dei prodotti dedicati alla celebrazione) di Halloween, le famiglie spendono la bellezza di 3.3 miliardi all’anno.

Ma tutto ciò che è – più o meno – made in USA difficilmente resta Oltreoceano. Ed è così che il 31 ottobre è diventato la festa di halloween, un appuntamento immancabile anche sui calendari nostrani, di cui gli entusiasti attori protagonisti sono immancabilmente i bambini.

Se è quindi assodato che difficilmente si può opporre resistenza all’ondata arancione, attenzione però che bisogna saperci fare. In tempi in cui lo storytelling è tutto, infatti, agli addetti ai lavori dei reparti comunicazione e marketing non basterà una mano di colore per essere efficaci, ma servirà piuttosto attingere dal clima fiabesco della notte dei trick or treat per costruire delle narrazioni coinvolgenti per bimbi e famiglie.

Occasione che non si fanno certo sfuggire i parchi divertimento, dove l’atmosfera di Halloween – horror parte in crescendo fin dall’inizio di ottobre per culminare alla fine del mese in un fitto programma di manifestazione a tema: vere e proprie oasi dell’intrattenimento per i più piccoli e una buona opportunità per una pausa infra-stagionale per i genitori, con il ponte di Ognissanti.

Gardaland, Leolandia o Cinecittà World, per fare qualche esempio, si fanno trovare pronti a sostenere le aspettative di piccoli vampiri e streghette, quest’anno con una magia firmata uFirst: la possibilità di acquistare i biglietti saltando la fila ed entrare con uno sconto di 3 euro. Scarica uFirst dagli store e inserisci nella sezione Impostazioni dell’app il codice promo U1PARCHI, riceverai subito uno sconto di 3 euro per il tuo ingresso, valido fino al 31 dicembre 2018.

Divertimento garantito, senza la coda.

Pronti i costumi?

 

The Cleaner- dentro l’arte e (la vita) di Marina Abramovic

Forte, ribelle, appassionata, impegnata, provocatrice, geniale, vera, toccante, profonda, irraggiungibile, controversa.  Si potrebbero riempire pagine su pagine di aggettivi che descrivono Marina Abramovic e la sua arte, da cinquant’anni protagonista indiscussa del panorama culturale mondiale.

Assoluta e inimitabile rivoluzionaria della performing art, l’artista serba ha sempre occupato la scena con la forza e l’esuberanza di chi lascia intendere che ha sempre tanto, tanto altro da dire ancora.

Perfino quando sta in silenzio, com’era nell’indimenticabile The Artist is Present, con la quale ha emozionato le migliaia di persone che hanno potuto guardarla negli occhi per quell’intensissima manciata di secondi che la performance prevedeva. E ne ha emozionate milioni anche a distanza con il video dell’incrocio di sguardi a sorpresa (o forse no, ma a chi importa? Guardate qui) dopo una separazione durata decenni con il suo storico compagno di vita e di arte Ulay, con il quale ha condiviso alcuni tra i momenti più intensi della sua lunga carriera.

Abramovic è un mito vivente. La sua è una di quelle rare esistenze che si osservano quasi con timore e con un senso di irrealtà, perché si fatica a immaginarle così straordinarie.

Forse basterebbe proprio guardarla negli occhi per intuirlo, ma per chi non dovesse riuscirci – le sue esibizioni sono sold-out nel giro di pochi minuti – la retrospettiva ospitata a Palazzo Strozzi, Firenze fino al 20 gennaio 2019 è un buon modo per entrare in contatto con il mondo di Marina.

The Cleaner, questo è il titolo, dell’esposizione raccoglie oltre cento opere tra dipinti, video, installazioni e performance che ripercorrono cinquant’anni di vita artistica attraverso le tappe e i lavori più significativi. A mettere in scena le performance selezionate, artisti scelti apposta per l’evento. Un’occasione da non mancare.

Tra i moltissimi primati collezionati da Marina, anche quello di essere, in questo caso, la prima artista donna cui Palazzo Strozzi dedica una retrospettiva.

A pensarci bene, forse è proprio questa la parola che incarna al meglio la sua incredibile personalità. Donna.

 

 

 

Fila? Solo quando ti va.

Nei giorni scorsi è imperversata sui social media la discussione sulla lunghissima fila che ha impegnato migliaia di persone a Milano per l’inaugurazione del primo Starbucks italiano. I commenti sarcastici si sono sprecati, ma resta il fatto che una moltitudine di esseri umani – tutto sommato tranquillamente e di sicuro lungamente – sono rimasti allineati in attesa di entrare nel tempio del caffè americano, ma… per fare cosa?

Certamente quattro ore e mezzo di fila non si giustificano soltanto per assaporare una bevanda; gli amanti di Starbucks sicuramente dichiarerebbero che non si tratta affatto solo di questo, piuttosto di aspettare per vivere finalmente nella propria città “l’esperienza Starbucks”, sufficientemente appagante da rendere tollerabile perfino una coda così impegnativa.

E voi, per cosa sareste disposti a mettervi in fila? E soprattutto: per quanto a lungo?

Vi siete mai chiesti qual è un tempo di attesa ragionevole per acquistare il biglietto del concerto del vostro musicista preferito, o per entrare a quella mostra che volete assolutamente vedere, o ancora per essere tra i primi ad avere l’ultimo mirabolante iPhone appena lanciato da Cupertino?

Probabilmente per ciascuno di questi esempi ognuno di noi ha una risposta diversa.

La verità è che, come dice il saggio, l’attesa del piacere è essa stessa parte del piacere. E su cosa ci piace e cosa no, siamo tutti pronti a ribattere che non si discute.

Ma  la situazione cambia molto quando l’attesa dobbiamo subirla e siamo costretti a disporci l’uno dietro l’altro, in piedi o in macchina, per accedere a un servizio necessario per la nostra vita quotidiana.

Magari vorremmo evitarlo ma non è possibile, ed eccoci lì ad aspettare nervosi per ritirare un documento, fare una visita medica o oltrepassare il casello autostradale. Un tempo che sembra infinito e, soprattutto, sprecato. E lo è, al di là delle percezioni personali: una recente ricerca americana ha calcolato che le persone trascorrono in fila mediamente sei mesi nell’arco della loro vita. Abbastanza per girare in lungo e in largo un continente.

Numeri da spavento, vero!? Allora forse vale la pena di impiegare qualche minuto utilizzando il nostro prezioso smartphone per trovare risorse utili a farci usare meglio il nostro tempo e quindi… vivere meglio

Alzi la mano, per esempio, chi ha voglia di mettersi in coda ai controlli di sicurezza mentre è in viaggio. Certamente una di quelle situazioni in cui l’irritazione per l’attesa sfiora le vette più alte…

Per fortuna almeno per questo una soluzione c’è, ed è uFirst l’app skip the line che in pochi semplici passi permette di saltare la fila ai varchi di sicurezza in aeroporto e restare freschi e concentrati su quello che ci aspetta, che si tratti di lavoro o di svago.

Se non sapete già come funziona, date un’occhiata qui… Subito dopo, cominciate a pensare a tutto quello che potrete fare con il tempo che potrete risparmiare!

 





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