Nei giorni scorsi è imperversata sui social media la discussione sulla lunghissima fila che ha impegnato migliaia di persone a Milano per l’inaugurazione del primo Starbucks italiano. I commenti sarcastici si sono sprecati, ma resta il fatto che una moltitudine di esseri umani – tutto sommato tranquillamente e di sicuro lungamente – sono rimasti allineati in attesa di entrare nel tempio del caffè americano, ma… per fare cosa?

Certamente quattro ore e mezzo di fila non si giustificano soltanto per assaporare una bevanda; gli amanti di Starbucks sicuramente dichiarerebbero che non si tratta affatto solo di questo, piuttosto di aspettare per vivere finalmente nella propria città “l’esperienza Starbucks”, sufficientemente appagante da rendere tollerabile perfino una coda così impegnativa.

E voi, per cosa sareste disposti a mettervi in fila? E soprattutto: per quanto a lungo?

Vi siete mai chiesti qual è un tempo di attesa ragionevole per acquistare il biglietto del concerto del vostro musicista preferito, o per entrare a quella mostra che volete assolutamente vedere, o ancora per essere tra i primi ad avere l’ultimo mirabolante iPhone appena lanciato da Cupertino?

Probabilmente per ciascuno di questi esempi ognuno di noi ha una risposta diversa.

La verità è che, come dice il saggio, l’attesa del piacere è essa stessa parte del piacere. E su cosa ci piace e cosa no, siamo tutti pronti a ribattere che non si discute.

Ma  la situazione cambia molto quando l’attesa dobbiamo subirla e siamo costretti a disporci l’uno dietro l’altro, in piedi o in macchina, per accedere a un servizio necessario per la nostra vita quotidiana.

Magari vorremmo evitarlo ma non è possibile, ed eccoci lì ad aspettare nervosi per ritirare un documento, fare una visita medica o oltrepassare il casello autostradale. Un tempo che sembra infinito e, soprattutto, sprecato. E lo è, al di là delle percezioni personali: una recente ricerca americana ha calcolato che le persone trascorrono in fila mediamente sei mesi nell’arco della loro vita. Abbastanza per girare in lungo e in largo un continente.

Numeri da spavento, vero!? Allora forse vale la pena di impiegare qualche minuto utilizzando il nostro prezioso smartphone per trovare risorse utili a farci usare meglio il nostro tempo e quindi… vivere meglio

Alzi la mano, per esempio, chi ha voglia di mettersi in coda ai controlli di sicurezza mentre è in viaggio. Certamente una di quelle situazioni in cui l’irritazione per l’attesa sfiora le vette più alte…

Per fortuna almeno per questo una soluzione c’è, ed è uFirst l’app skip the line che in pochi semplici passi permette di saltare la fila ai varchi di sicurezza in aeroporto e restare freschi e concentrati su quello che ci aspetta, che si tratti di lavoro o di svago.

Se non sapete già come funziona, date un’occhiata qui… Subito dopo, cominciate a pensare a tutto quello che potrete fare con il tempo che potrete risparmiare!

 

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